CANNABIS INSIDE

Storia della cannabis

La Cannabis, molto probabilmente, proviene dall’Asia centrale, come indicano molti studi archeologici. In Cina era coltivata come cibo e fibra tessile già 10.000 anni fa.

Anche tra i resti delle antiche mummie egizie sono stati ritrovati indizi che fanno pensare ad un suo utilizzo. Infatti, è una delle piante medicinali conosciute da sempre e come tale è descritta in quasi ogni antico manuale di medicina vegetale, più comunemente in forma di tintura o tè. Alcune religioni sono indissolubilmente legate alle proprietà della pianta di cannabis. Nei miti indù si credeva che fosse il cibo preferito del dio Shiva, per le sue proprietà energizzanti. Con la sua diffusione dall’Asia verso l’Occidente, quasi tutte le culture sono entrate in contatto con questa pianta così versatile.

Al giorno d’oggi, la cannabis può essere trovata in tutte le zone temperate e tropicali, tranne che nelle umide foreste pluviali tropicali. La cannabis, come fibra vegetale, è anche conosciuta con il nome di canapa. Essa produce alcune delle migliori e più durevoli fibre naturali. Nel corso della storia, queste fibre sono state a lungo utilizzate per la produzione di vele (per le navi), carta, banconote e persino dei primi jeans Levis. L’olio di semi di canapa è molto nutriente ed è considerato una buona alternativa all’ olio di pesce, come una sana fonte di acidi grassi essenziali polinsaturi (omega 3 e omega 6).

L’uso medicale della cannabis è stato introdotto in Europa solo intorno 1840 da un giovane medico irlandese di nome William O’Shaughnessy. Egli lavorava in India, per la East India Trading Company, dove l’uso medico della cannabis era molto diffuso. A differenza della canapa da fibra europea, le varietà indiane contenevano una quantità ragionevole di THC. Nei decenni successivi la cannabis conobbe un breve periodo di popolarità sia in Europa che negli Stati Uniti. All’apice della popolarità, erano disponibili, decine di diverse preparazioni medicinali, con la cannabis come ingrediente attivo, che venivano prescritti per diverse indicazioni, come crampi mestruali, asma, tosse, insonnia, doglie del parto, emicrania, infezioni alla gola e sintomi da astinenza da oppio.

Purtroppo, il difficile approvvigionamento di cannabis di qualità e la grande variabilità di ceppi coltivati, rese difficile avere preparazioni affidabili. Poiché, a quel tempo, non esistevano strumenti per il controllo di qualità era impossibile avere una preparazione medicinale standardizzata, col risultato che la terapia era spesso sotto dosata o sovra dosata. Inoltre, l’estratto di cannabis non era solubile in acqua e non poteva essere iniettato, mentre la somministrazione orale risultava essere inaffidabile a causa del suo assorbimento lento e irregolare. Per tali inconvenienti l’uso della cannabis come medicinale scomparve agli inizi del XX secolo ed il suo posto fu sostituito dai medicinali derivati dall’ oppio come la morfina e la codeina. Un ulteriore ostacolo fu l’introduzione di una elevata pressione fiscale sulla cannabis e sui suoi derivati (semi e fibre inclusi), seguita da una legislazione sempre più restrittiva, che fece scomparire l’uso terapeutico della cannabis da tutte le farmacopee occidentali dal 1937.

Nel 1954, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiarò che la cannabis e le sue preparazioni non avevano più finalità terapeutiche ed erano sostanzialmente obsolete. Le Nazioni Unite, nel 1961, unificarono in un’unica convenzione tutte le legislazioni vigenti nei Paesi membri. In base a tale “Convenzione unica sugli stupefacenti”, la cannabis e i suoi prodotti furono definiti come droghe pericolose con un alto potenziale di abuso e nessun valore medicinale accettato.

Anche se la nostra conoscenza scientifica della cannabis è aumentata in modo significativo negli ultimi anni, queste evidenze vengono accettate lentamente e con riluttanza nelle nuove legislazioni.

Nei prossimi anni, diverrà disponibile una grande varietà di dati scientifici e clinici, utili per documentare ulteriormente gli effetti medicinali dei cannabinoidi, e per una più approfondita conoscenza del sistema endocannabinoide. Alcuni Paesi occidentali stanno già fornendo preparazioni a base di cannabis medicinale ai pazienti, e sono stati compiuti alcuni passi anche verso la depenalizzazione del consumo di cannabis a scopo ricreativo.

La coltivazione moderna della cannabis per uso ricreativo è diventata sempre più altamente tecnologica, con coltivazioni indoor in condizioni completamente artificiali.

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