Metodi di somministrazione

La cannabis può essere assunta in modi diversi. Sebbene il fumo sia il più comunemente noto metodo di consumo, non è sicuramente l’unico – o il più sano. Altri metodi comunemente provati dagli utilizzatori di cannabis medicinale sono:

Poiché molti di questi preparati non sono mai stati adeguatamente studiati dal punto di vista scientifico, la maggior parte di quello che sappiamo su queste modalità di assunzione si basa sulle esperienze reali dei pazienti.

Vaporizzazione

La via di somministrazione più efficiente della cannabis medicinale è per inalazione. Infatti la somministrazione per inalazione è un modo rapido per indurre livelli sierici misurabili di cannabinoidi.

Un dispositivo medico vaporizzatore, rispetto al fumare, riduce drasticamente le concentrazioni di composti tossici come monossido di carbonio, ammoniaca e PACs. Rispetto a fumare, è possibile un’estrazione di THC piú standardizzata e riproducibile, che fornisce livelli terapeutici più elevati di THC.

Bedrocan ha collaborato con aziende altamente specializzate allo sviluppo di dispositivi di vaporizzazione più sofisticati come:

  • Volcano Medic® – consente l’inalazione di fiori di cannabis e liquidi disciolti in alcool
  • Il miniVAP® – un vaporizzatore portatile facile da usare. La vaporizzazione avviene solo quando l’utente inala mediante riscaldamento a convezione.
  • Syqe Inhaler ™ – un nuovo tipo di vaporizzatore sviluppato per l’uso sanitario professionale negli ospedali o da pazienti autorizzati. Si differenzia dai vaporizzatori tradizionali utilizzando singole dosi di inalazione di fiore di cannabis standardizzati. Bedrocan è il produttore preferito di Syqe di fiore di cannabis per questo scopo. Il dispositivo Syqe, compresi i fiori di cannabis Bedrocan, sono attualmente venduti in Israele.

Olio

L’olio di Cannabis è un estratto concentrato, ottenuto mediante l’estrazione con un solvente, dai germogli o dalle foglie della pianta di cannabis. In realtà non è un olio, ma il suo nome deriva dal suo aspetto appiccicoso ed oleoso. Alcuni pazienti credono fermamente che l’olio di cannabis sia in grado di curare il cancro: un’affermazione spesso sostenuta dalle diverse storie aneddotiche dei pazienti. Gli studi di laboratorio mostrano, in verità, un potenziale effetto dei cannabinoidi sulle cellule tumorali isolate su una piastra di Petri e sugli animali da laboratorio, ma è troppo presto per affermare che il consumo di cannabis medicinale possa curare il cancro umano.

Vari solventi sono stati raccomandati per la fabbricazione dell’olio di cannabis, come l’etere di petrolio, la nafta, l’alcool e l’olio d’oliva. Un recente studio sul confronto tra cinque metodi di preparazione comunemente utilizzati per gli olii di cannabis, ha riscontrato significative differenze dei prodotti finali nella composizione di cannabinoidi e terpeni.

Le inflorescenze di cannabis possono essere consumate facendole bollire in acqua, questo procedimento è anche noto come ‘tè alla cannabis’. Esistono alcune varianti di preparazione del tè alla cannabis. Nei Paesi Bassi, i pazienti sono invitati a preparare il tè alla cannabis aggiungendo 1 grammo di cannabis a 1 litro di acqua bollente, lasciando cuocere a fuoco lento per 15 minuti e, infine, filtrando le parti solide utilizzando un colino da tè o carta da filtro.

Studi hanno dimostrato che una tazza di tè alla cannabis contiene una quantità di THC-acido ben 5 volte superiore al THC. La ragione è che l’acqua bollente non raggiunge le temperature della cottura al forno, della combustione nel fumo o della vaporizzazione. Il tè non dovrebbe pertanto essere considerato solo come una forma di somministrazione a basso dosaggio di THC (la quale è in veritá), ma piuttosto come una medicina diversa, per la presenza di elevate quantità di acidi cannabinoidici.

Commestibili

L’automedicazione con la cannabis attraverso cibi come biscotti, brownies o olio sembra essere particolarmente frequente tra i pazienti del Nord-America. Purtroppo, non ci sono attualmente metodi scientificamente approvati disponibili per l’analisi dei cannabinoidi e/o dei terpeni nei commestibili contenenti cannabis o suoi estratti. Non esistono dati scientifici riguardo la potenza, la composizione o la consistenza dei prodotti commestibili. In teoria, i problemi che possono verificarsi con tali prodotti comprendono la corretta miscelazione (si deve garantire che un biscotto abbia la stessa potenza di quello successivo) e la stabilità di questi prodotti durante la conservazione.

Di conseguenza, l’uso delle ricette e delle procedure standardizzate è probabilmente ancora più importante per i commestibili piuttosto che per le altre forme di somministrazione trattate in questo capitolo. Poiché sono così diversi dai farmaci tradizionali, questo tipo di preparazioni a base di cannabis non sono di solito utilizzati nei progetti di ricerca.

Fumo

Il fumo è di gran lunga il metodo più comunemente usato al mondo per consumare cannabis, sia in forma pura o in combinazione con il tabacco. Fumare permette all’utente di utilizzare direttamente la cannabis di sua scelta con il minimo sforzo o costo.

Tuttavia, l’inalazione di sostanze tossiche durante il fumo di cannabis comportano gravi rischi per la salute a causa del rilascio di sottoprodotti altamente nocivi come catrame, ammoniaca e monossido di carbonio. In molti paesi, la stigmatizzazione del “fumo” rappresenta un ostacolo importante per l’approvazione da parte delle autorità sanitarie della cannabis come medicinale. Per questi motivi, il fumo non è consigliato per l’uso medico della cannabis.

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