Aggiornamenti

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Fumare la cannabis vs. vaporizzarla

In tutto il mondo le persone somministrano cannabis a uso medicinale in vari modi. L’inalazione è uno di questi. Mentre la vaporizzazione della cannabis continua ad essere una modalità di consumo notevole, il fumo rimane la modalità principale. Perché fumare la cannabis quando è possibile vaporizzarla?

Perché fumi la cannabis?

Immagina di fumare. Inspiri… Espiri… Fai una grande inspirazione… E tossisci! Polmoni pieni di fumo, catrame, tossine… Cos’è meglio? Fumare o vaporizzare cannabis?

Siamo stati messi in guardia dal fumo per anni, soprattutto grazie alla nostra conoscenza collettiva dei rischi legati al fumo. Ma sappiamo che anche fumare cannabis fa male.

Guardando al Canada, tra gli intervistati che hanno usato cannabis nell’ultimo anno, la maggior parte ha usato il fiore di cannabis. Nonostante più della metà delle persone (53%) fosse consapevole delle avvertenze legate a problemi alla salute, che hanno contribuito ad aumentare la loro conoscenza dei danni legati al consumo di cannabis, la maggior parte di essi ha continuato a fumare. In effetti, il fumo (84%) è stato il metodo di consumo più comune in Canada tra gli utenti non medici. Anche se non sono identiche, vi sono tendenze simili tra gli utenti canadesi del settore medico (utilizzo in media 1,5 grammi al giorno di fiori di cannabis). E, in effetti, questo profilo d’uso si rispecchia tra gli intervistati in indagini precedenti sull’”uso”.

Allora perché la gente non assume la cannabis mediante vaporizzazione?

Per il costo? Per il fatto che l’accesso e l’utilizzo di un vaporizzatore è proibitivo? Le persone non sono abituate alla tecnologia di vaporizzazione? È più veloce rollare e fumare una canna?

I benefici della vaporizzazione della cannabis

Sappiamo che l’uso di un vaporizzatore di alta qualità evita gli svantaggi dati dall’inalazione del fumo. 

Un dispositivo medico vaporizzante, rispetto al fumo di cannabis, abbassa drasticamente le concentrazioni di composti tossici come il monossido di carbonio, l’ammoniaca e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Rispetto al fumo, la vaporizzazione permette di ottenere livelli terapeutici più elevati di THC e un’estrazione e un’erogazione di THC costante e riproducibile. 

È stato accertato che l’inalazione attraverso un vaporizzatore è una modalità di somministrazione efficiente. Il vapore viene rapidamente assorbito dai polmoni e questo fa sì che i livelli sierici dei cannabinoidi siano misurabili rapidamente (raggiungendo il Tmax in pochi minuti).

La rapida insorgenza degli effetti dei cannabinoidi vaporizzati e inalati permette una più facile titolazione della dose in base alla gravità del sintomo, alla tollerabilità e all’assenza di effetti collaterali. [9] Mentre il fiore di Cannabis completamente standardizzato e di qualità farmaceutica consente la somministrazione di una dose esatta, nonché una composizione della dose garantita e ripetibile. Ciò significa anche che è priva di contaminanti come microbi, pesticidi, metalli pesanti e altri composti tossici. Dal punto di vista della sicurezza del paziente queste qualità rendono il vapore più sicuro per l’inalazione.

Negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di pazienti ha vaporizzato il fiore di Cannabis e non sono state segnalate reazioni negative gravi. È giunto il momento di iniziare ad esplorare i modi per portare i pazienti dal fumo verso modalità di somministrazione meno dannose.

Dato che i pazienti cercano un vaporizzatore affidabile, economico e portatile per la somministrazione di fiore di Cannabisè necessaria una maggiore attenzione a questo aspetto?

Una politica adeguata e tempestiva è la strada da seguire?

Pensare al futuro – potenziali politiche da adottare

Dato che i pazienti indicano una preferenza per i vaporizzatori, una politica sensibile al tema e un’educazione pratica potrebbero essere il modo per avviare un cambiamento positivo.

Per quanto riguarda la somministrazione, la politica futura deve essere chiara e ovvia. Ad esempio, in Germania, Australia, Nuova Zelanda e Paesi Bassi non è consentito fumare fiore di Cannabis e/o è attivamente scoraggiato. Le linee guida cliniche sostengono solo la somministrazione di fiore di Cannabis per inalazione mediante vaporizzazione. Questi tipi di politiche hanno bisogno di sostegno da parte del settore sanitario e dell’industria e devono ottenere il consenso dei pazienti e dalle persone che li assistono.

Alcuni altri approcci potrebbero includere:

  • Creare un ambiente normativo positivo, concentrandosi e consentendo rapidi sviluppi nell’industria dei vaporizzatori. L’obiettivo è quello di introdurre vaporizzatori più economici, portatili, facili da usare, rispettosi dell’ambiente e dei consumatori.
  • Garantire che il divieto generale di inalazione non sia introdotto per legge. Escludere dal mercato i dispositivi di vaporizzazione di qualità sarebbe assurdo. Causerebbe:
    • L’eliminazione del loro valido utilizzo in ospedali e hospice, case di riposo e ambienti domestici;
    • implicazioni per le opzioni di somministrazione; limiterebbe le opzioni terapeutiche e le scelte del medico e del paziente;
    • la somministrazione al solo dosaggio orale (escludendo l’opzione di inalazione).

La politica incentrata sul sostegno all’educazione è un’altra, ed essa include:

  • Educare i dottori, i farmacisti e i pazienti ad essere consapevoli delle differenze tra “vaping i cannabinoidi” e “vaporizzare il fiore di Cannabis”, nonché a comprendere appieno il motivo per cui il fumo deve essere evitato.
  • Educare il consumatore (ovvero i pazienti) in merito ai vantaggi dell’uso di un vaporizzatore rispetto al fumo. Questo richiede una pubblicità sociale davvero intelligente per far sì che le persone cambino i comportamenti, spesso radicati, e la cultura accettata del fumare le canne.
  • Educare il consumatore (ovvero i pazienti) sulle caratteristiche che deve avere un vaporizzatore di qualità e quali aspetti qualitativi ricercare.

Per ulteriori informazioni sulla somministrazione si veda l’articolo The risk of vaping cannabis (I rischi di vaping la cannabis).

Riferimenti

[1] Tashkin, D. P. (2013). Effects of marijuana smoking on the lung. Annals of the American Thoracic Society, 10(3), 239-247.

Tetrault, J. M., Crothers, K., Moore, B. A., Mehra, R., Concato, J., & Fiellin, D. A. (2007). Effects of marijuana smoking on pulmonary function and respiratory complications: a systematic review. Archives of Internal Medicine, 167(3), 221-228.

[2] Health Canada (2019). The Canadian Cannabis Survey 2019.

[3] Sexton, M., Cuttler, C., Finnell, J., Mischley, L. (2016). A cross-sectional survey of medical cannabis users: Patterns of use and perceived efficacy. Cannabis and Cannabinoid Research; 1: 131-138.

Hazekamp, A., Ware, M., Muller-Vahl, K., Abrams, D., Grotenhermen, F. (2013). The medicinal use of cannabis and cannabinoids: An international cross-sectional survey on administration forms. Journal of Psychoactive Drugs. 45 (3), 199–210.

[4] Aston, E., Scott, B., and Farris, S. (2019). A qualitative analysis of cannabis vaporization among medical users. Exp Clin Psychopharmacol. 2019 Aug; 27(4): 301–308.

[5] Loflin, M., and Earleywine, M. (2015). No smoke, no fire: What the initial literature suggests regarding vapourized cannabis and respiratory risk Can J Respir Ther. 2015 Winter; 51(1): 7–9.

Hazekamp, A., Ruhaak, R., Zuurman, L., van Gerven, J., Verpoorte, R. (2006). Evaluation of a vaporizing device (Volcano) for the pulmonary administration of tetrahydrocannabinol. Journal of Pharmaceutical Sciences. 95(6):1308-17.

[6] When administering pharmaceutical quality cannabis flos.

[7] Abrams, D., Vizoso, H., Shade, S., et al. (2007) Vaporization as a smokeless cannabis delivery system: a pilot study. Clinical Pharmacology and Therapeutics. 82 (5): 572 – 8.

Gieringer, D., Laurent, J., Goodrich. (2004). Cannabis vaporizer combines efficient delivery of THC with effective suppression of pyrolytic compounds. Journal of Cannabis Therapeutics. 4(1)

Eisenberg, E., Ogintz, M., Almog, S. (2014). The pharmacokinetics, efficacy, safety, and ease of use of a novel portable metered-dose cannabis inhaler in patients with chronic neuropathic pain: A Phase 1a study. Journal of Pain & Palliative Care Pharmacotherapy. 28:216–225.

Vulfsons S, Ognitz M, Bar-Sela G, Raz-Pasteur A, Eisenberg E (2019). Cannabis treatment in hospitalized patients using the SYQE inhaler: Results of a pilot open-label study. Palliative and Supportive Care, 1–6.

[8] Tmax: il tempo necessario per raggiungere la concentrazione massima (Cmax) di un composto o farmaco esogeno nel plasma o in un tessuto dopo la somministrazione di una dose.

[9] Van de Donk, T., Niesters, M., Kowal, M., Olofsen, E., Dahan, A., van Velzen, M. (2019). An experimental randomized study on the analgesic effects of pharmaceutical-grade cannabis in chronic pain patients with fibromyalgia. Pain; 160: 860–869.

Illustrazione del sistema endocannabinoide

Come nel caso del sistema oppioide che reagisce agli oppioidi (morfina, codeina), l’organismo umano dispone di un sistema recettore distinto per i cannabinoidi. Il sistema endocannabinoide (ECS) contiene i recettori dei cannabinoidi (CB) e influenza l’attività di molti altri sistemi del nostro organismo. I fitocannabinoidi della pianta di cannabis funzionano in modo simile agli endocannabinoidi prodotti naturalmente dall’organismo.

Recettori dei cannabinoidi

Il cervello umano e altri organi contengono i recettori dei cannabinoidi (CB) presenti in natura e le sostanze chimiche che si legano a essi. Si tratta del sistema endocannabinoide (ECS). Il ruolo dell’ECS è quello di mantenere la capacità del nostro corpo di funzionare normalmente influenzando il funzionamento di altri sistemi. Ricopre un ruolo cruciale nel nostro sistema nervoso e regola molteplici processi fisiologici. Tra questi è compresa la regolazione della risposta al dolore, l’appetito, la digestione, il sonno, l’umore, l’infiammazione e la memoria.

L’ECS influenza anche le soglie di crisi (ad esempio nell’epilessia), la coordinazione e altri processi come il sistema immunitario, la funzione cardiaca, l’integrazione sensoriale (tatto, equilibrio, senso dello spazio), la fertilità, la fisiologia ossea, il sistema centrale di risposta allo stress (HPAA), lo sviluppo neurale e la pressione oculare.

Cannabinoid receptors

Endocannabinoidi

Gli esseri umani producono i propri cannabinoidi, ovvero gli endocannabinoidi, i quali agiscono sui recettori dei cannabinoidi o li stimolano. Questi composti agiscono in modo simile ai fitocannabinoidi che a loro volta si legano a quegli stessi recettori. I cannabinoidi vegetali sono detti fitocannabinoidi. Sono i costituenti unici della pianta di cannabis. Il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD) sono gli elementi costitutivi principali. Vi sono altri cannabinoidi ma di questi se ne sa molto meno.

Ad esempio, il recettore CB1 si trova in una serie di regioni del cervello che controllano varie funzioni fisiche e comportamentali. I cannabinoidi influenzano quindi la risposta sensoriale e motoria (movimento), la frequenza cardiaca, le reazioni emotive, l’appetito e la nausea/vomito, la sensibilità al dolore, l’apprendimento e la memoria e il processo decisionale di alto livello. Estendendosi la nostra conoscenza dell’ECS umano si estende anche la nostra comprensione del funzionamento dei fitocannabinoidi, del THC, del CBD e di altri cannabinoidi. Questa comprensione porterà a farmaci migliori.

Endocannabinoidsystem (EDS)

GPCR

I recettori dei cannabinoidi sono recettori accoppiati alle proteine G (GPCR). I GPCR si trovano sulla superficie delle nostre cellule. Si dice che questi recettori “agiscono come una casella di posta in arrivo per i messaggi, dialogando con le cellule e quindi con il nostro organismo”. I GPCR svolgono svariate funzioni nel corpo umano. Di conseguenza, molti farmaci, tra cui la cannabis medicinale, agiscono sui GPCR. Gli esseri umani producono endocannabinoidi che interagiscono con i GPCR CB1 e CB2. Quelli più noti sono l’anandamide (AEA) e il 2-arachidonoilglicerolo (2-AG).

I diversi tipi di cannabinoidi sono brevemente descritti nello schema sottostante. Questo include quelli derivati dalla pianta di cannabis, quelli prodotti in laboratorio e quelli prodotti dal nostro organismo.

Bedrocan sostiene una ricerca unica nel suo genere sul dolore refrattario

Il Centro danese per la ricerca clinica condurrà ricerche sul trattamento dei pazienti affetti da dolore cronico a cui sono stati prescritti i prodotti Bedrocan® e Bediol®. Bedrocan sostiene finanziariamente la ricerca in collaborazione con Nordic Cannabis Research, un centro di ricerca di CannGros, il distributore dei prodotti Bedrocan in Danimarca. I ricercatori analizzeranno i dati retrospettivi di 415 pazienti danesi trattati presso la clinica danese del dolore Horsted

Inspection cannabis plants

Secondo il dottor Mikael Kowal, coordinatore della ricerca presso Bedrocan, si tratta di uno studio retrospettivo unico nel suo genere: “Non capita spesso che i ricercatori abbiano accesso a dati reali ed affidabili sui pazienti con dolore cronico refrattarioche utilizzano prodotti Bedrocan”. 

Lo scopo dello studio è di valutare l’efficacia e la tollerabilità della cannabis a uso medicinale nei pazienti con dolore cronico che non rispondono adeguatamente ai farmaci convenzionali. Tra le altre cose, si esamina se gli attuali antidolorifici convenzionali, come gli oppioidi, e gli effetti collaterali associati sono stati ridotti dopo l’inizio della somministrazione della cannabis a uso medicinale aggiuntiva. Le conoscenze sull’efficacia e la tollerabilità dei cannabinoidi, i principi attivi della cannabis a uso medico, sono finora limitate. I ricercatori sperano di identificare potenziali indicatori che dimostrino che la cannabis può essere usata come terapia aggiuntiva con l’obiettivo di ridurre significativamente il dolore e, di conseguenza, migliorare la qualità di vita dei pazienti. 

L’analisi dei dati retrospettivi si concentrerà sui pazienti a cui sono stati prescritti i prodotti medicinali a base di cannabis Bediol (THC 6,3% | CBD 8%) e Bedrocan (THC 22% | CBD <1,0%) durante il trattamento ambulatoriale. Si tratta di pazienti con dolore neuropatico refrattario, spasticità dovuta a sclerosi multipla o lesione del midollo spinale. Per “dolore refrattario” s’intende un dolore che non risponde adeguatamente alla terapia convenzionale. 

I risultati della ricerca sono attesi per la metà del 2021. 

1.9 milioni di euro per la ricerca sul dolore neuropatico

Il governo olandese sostiene la ricerca sull’impiego della cannabis a uso medicinale nel trattamento del dolore neuropatico con 1.9 milioni di euro. La sovvenzione è stata assegnata a un progetto congiunto del Centre for Human Drug Research (CHDR), un istituto indipendente olandese specializzato nella ricerca clinica sui farmaci e del Leiden University Medical Center (LUMC). Il neurologo Geert Jan Groeneveld (CSO / CMO presso il CHDR e professore di Neurofarmacologia Clinica presso il LUMC) e Albert Dahan (professore di Anestesiologia al LUMC) condurranno la ricerca.

La ricerca intende portare a una raccomandazione specifica di un dosaggio ottimale di delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) – cannabidiolo (CBD) per il trattamento del dolore neuropatico in un particolare sottogruppo di pazienti. Inoltre, essa mira a contribuire nel dimostrare l’efficacia della cannabis a uso medicinale. Le materie prime di Bedrocan saranno utilizzate per la produzione del materiale di ricerca

Geert Jan Groeneveld
Management

Aspetto innovativo

La ricerca non riguarda l’intera pianta ma solo l’effetto farmacologico del THC e del CBD. Groeneveld: “Intendiamo affrontare questa ricerca esattamente come farebbe un produttore di farmaci. Il farmacologo clinico estrae i componenti farmacologici comprovati da una pianta ed esegue la ricerca con essi. Anche questo è un aspetto innovativo in questa ricerca.”

I ricercatori misureranno molto accuratamente la farmacodinamica e la farmacocinetica del THC e del CBD, gli effetti di entrambe le sostanze sul dolore e sulle funzioni cerebrali e come le sostanze si comportano nel corpo umano.

“Isoleremo il THC e il CBD dalla cannabis Bedrocan e li somministreremo sotto forma di compresse in proporzioni diverse. Esamineremo poi l’influenza del CBD sugli effetti del THC e studieremo quale combinazione di THC-CBD sia la migliore per il trattamento del dolore neuropatico”, afferma Groeneveld.  L’azienda olandese Echo Pharmaceuticals con sede a Leiden produrrà le compresse per la ricerca.

Soggetti sani

Lo studio si compone di due parti. Nella prima parte, ai soggetti sani saranno somministrate le compresse con diversi rapporti di THC e CBD. La prima parte della ricerca mostrerà se gli effetti negativi del THC, come lo stato di alterazione o l’ansia, possono essere ridotti somministrando contemporaneamente il CBD. Secondo Groeneveld, la letteratura scientifica ha finora fornito risultati contraddittori al riguardo: “Ad essere onesti, non mi aspetto molto dalla sola CBD come trattamento per il dolore neuropatico. Da un punto di vista farmacologico è probabile che il THC influenzi il dolore, ma questo è meno vero per il CBD. Il CBD potrebbe avere un effetto sull’infiammazione, ma non vi è motivo di usare il CBD come trattamento per il dolore infiammatorio. Abbiamo già l’Ibuprofene per questo. Diventerà interessante solo se gli effetti negativi del THC, come le sensazioni di ansia, possono essere alleviati somministrando contemporaneamente il CBD. “

Ricerca del rapporto ideale tra THC e CBD

Il THC (9-tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo) sono i due principi attivi più studiati della pianta di cannabis. Il THC è noto per il suo effetto analgesico ma provoca anche effetti collaterali psicoattivi. Il CBD potrebbe portare a effetti antidolorifici attraverso altri meccanismi. Si ritiene che il CBD possa anche influenzare gli effetti psicotropi del THC modulando il legame del THC al recettore CB1. Tuttavia, non è ancora chiaro quale sarebbe il rapporto ideale tra THC e CBD per sfruttare gli effetti modulanti del CBD del CB1, preservando gli effetti positivi del THC sul dolore. Inoltre, non è ancora chiaro se gli effetti analgesici che alcuni pazienti sperimentano come risultato dell’uso di CBD siano dovuti a un’azione farmacologica del CBD o semplicemente al fatto che il CBD impedisce il metabolismo degli antidolorifici usati in concomitanza. Anche quest’ultimo sarà oggetto di esame in questo studio.

Pazienti con condizioni di dolore neuropatico

Gli effetti sul dolore nei pazienti non saranno studiati fino alla seconda parte dello studio, dopo che saranno noti i risultati del primo studio. Questo fornirà informazioni su quale rapporto THC:CBD funziona meglio. La seconda parte dello studio si svolgerà su un gruppo eterogeneo di 200 pazienti con diverse condizioni di dolore neuropatico. Groeneveld: “Eseguiremo una fenotipizzazione accurata di questo gruppo in anticipo. Vogliamo infatti sapere esattamente come il dolore neuropatico si manifesta in modo specifico in questo gruppo. I pazienti presentano danni nervosi dimostrabili, disturbi della personalità, sono depressi o hanno disturbi del sonno? Tutte queste sono variabili che andremo a mappare.”

Successivamente, i partecipanti a uno studio crossover riceveranno un placebo per cinque settimane, e dopo un periodo di wash out saranno sottoposti a cinque settimane di trattamento con i cannabinoidi o viceversa. Il dolore sarà misurato in ogni periodo di trattamento. Groeneveld: “Nei pazienti che presentano un chiaro sollievo dal dolore intendiamo indagare ulteriormente se sussiste una correlazione tra le loro variabili, come i problemi del sonno, l’ansia o i danni nervosi periferici e la risposta al trattamento con THC.”

La prima parte dello studio inizierà nella primavera del 2021 e Groeneveld prevede di avere i primi risultati in estate. La seconda parte dello studio con i pazienti affetti da dolore inizierà in autunno e durerà almeno due anni.

Il problema con l’olio di CBD

La qualità dell’olio CBD e di altri prodotti a base di CBD sul mercato globale varia notevolmente. Si va dalla qualità farmaceutica, ai medicinali soggetti a prescrizione medica, a quelli di dubbia qualità e in alcuni casi addirittura pericolosi.

Il cannabidiolo (CBD) ha suscitato molto interesse e sono stati effettuati ingenti investimenti su questo farmaco. Questo in parte perché, a differenza del THC, non altera i sensi. [1] [2] È stato anche riclassificato in diversi paesi, consentendone l’uso come medicinale vendibile su prescrizione medica. [3] [4] Sull’onda del cambiamento normativo il CBD è stato presentato a livello globale come un farmaco miracoloso, quasi una panacea.

L’aumento dell’uso di oli di CBD o di qualsiasi altro prodotto contenente CBD riflette un forte aumento dell’automedicazione. La tendenza è sottolineata dal rischio per la popolazione di assumere dosi elevate di un farmaco di cui sappiamo ancora molto poco. [5]

La qualità dell'olio di CBD varia notevolmente

L’ascesa degli oli di CBD

“Charlottes Choice” ha scatenato una tempesta e il video online e la storia sono diventati virali. “Il dosaggio orale di CBD ha ridotto le crisi epilettiche di un bambino piccolo causate dalla sindrome di Dravet” [6] [7] [8] La copertura mediatica ha aumentato la domanda di olio di CBD, [9] mentre il potere politico ne favorisce l’accessibilità. [10]

Mentre i rapporti relativi a un’evidenza aneddotica hanno suscitato l’interesse per i trattamenti con i cannabinoidi, la mancanza di prove cliniche non ne ha sostenuto la sicurezza o l’efficacia. In seguito, la GW Pharmaceuticals ha pubblicato una ricerca dettagliata a sostegno dell’uso del CBD nel trattamento dell’epilessia refrattaria (ovvero la sindrome di Dravet e di Lennox-Gastaut). L’Epidiolex™ è stato successivamente approvato dalla FDA. [11]

Sullo sfondo, allontanandosi rapidamente dall’attenzione per l’epilessia, il CBD stava guadagnando slancio per altri condizioni cliniche. Vista la grande promessa data dal suo potenziale terapeutico unita alla mancanza di normativa,si è visto emergere un enorme mercato mondiale per i prodotti a base di CBD (non regolamentati). [12]

I prodotti non regolamentati o scarsamente regolamentati costituiscono un problema sia per i consumatori che per i pazienti. La composizione dei cannabinoidi può non essere rivelata correttamente, né verificata da un laboratorio di controllo certificato. I prodotti possono non contenere CBD, mentre altri possono contenere alte dosi di THC. [13] Tali prodotti dubbi possono anche includere solventi residui di fabbricazione e contaminanti come microbi, pesticidi, metalli pesanti o micotossine.[14] Oltre a rappresentare una minaccia per la salute dei consumatori, la mancanza di consistenza del prodotto rende difficile valutarne gli effetti terapeutici. [15]

Si prevede che la domanda di CBD aumenterà notevolmente se il CBD sarà disponibile per l’uso come prodotto per il benessere (ad esempio lozioni, balsami, gocce orali) o sarà inserito nei prodotti di consumo (ad esempio bevande e altri prodotti alimentari). Questa tendenza può essere in parte guidata dalla forza dell’industria degli alcolici, con marchi del calibro di Constellation Brands (un’azienda produttrice di alcolici) e Canopy Growth Corporation(un produttore canadese di cannabis per uso ricreativo/medicinale) che ricoprono un ruolo importante sul mercato. [16]

L’olio di CDB può essere dannoso?

Sembra esserci un consenso globale sul fatto che il CBD sia sicuro e non rechi danni. Forse questo è dovuto al fatto che non altera i sensi, oltre al suo relativo successo in alcuni casi specifici.

La FDA si sta occupando di questo tema: “Vi sono molte domande senza risposta in merito alle caratteristiche scientifiche, alla sicurezza e alla qualità dei prodotti contenenti CBD”. [17] Se si dimostra che il CBD è una sostanza rischiosa che può causare, ad esempio, danni al fegato, l’intera industria che ha investito così tanto in esso sarà messa in discussione. Molte aziende potrebbero fallire.

Il CBD è un farmaco, quindi consulta sempre un medico

Dato che il CBD interessa il sistema endocannabinoide, può anche pregiudicare tale sistema. Vi sono inoltre molte incognite sul CBD, soprattutto per quanto riguarda l’uso a lungo termine e in dosi giornaliere elevate. [18] [19]

Alcuni effetti collaterali del CBD potrebbero includere affaticamento, diarrea, diminuzione dell’appetito e perdita di peso. [20] [21] Inoltre, il CBD è tipicamente un trattamento aggiuntivo (assunto con altri farmaci) ed è metabolizzato dagli enzimi del citocromo epatico P450 (CYP450). Quando viene assunto unitamente ad altri farmaci metabolizzati dal sistema CYP450 si può verificare un’interazione farmacologica. [22] Infine, l’adeguamento del dosaggio è raccomandato nei pazienti con problemi epatici da moderati a gravi, per ridurre l’appesantimento del processo metabolico. [23]

La diffusa “automedicazione” comporta rischi che vanno al di là della scarsa qualità dei prodotti. I consumatori o i pazienti devono essere invitati a chiedere informazioni su di esso o a informare gli operatori sanitari prima di provare il CBD. I professionisti della salute devono suggerire di utilizzare solo prodotti standardizzati affidabili e sicuri, preferibilmente di qualità farmaceutica. In genere, questo significa acquistare i prodotti in farmacia.

Un olio di CBD affidabile o qualsiasi prodotto a base di CBD deve essere corredato di un Certificato d’Analisi (CdA) per confermare il contenuto di CBD dichiarato sull’etichetta (espresso in milligrammi per millilitro (mg/mL)) e che il prodotto sia privo di contaminanti. Il CdA viene rilasciato da laboratori esterni indipendenti. Richiedilo. [24] Un prodotto di qualità può anche avere recensioni online, che possono essere confrontate con il CdA.

La qualità è il punto nodale per il mercato dell’olio di CBD

I prodotti a base di CBD possono essere acquistati online, sono distribuiti attraverso canali informali o dalle farmacie. In Europa e negli Stati Uniti molti vengono venduti come integratori alimentari, la maggior parte dei quali non è stata approvata dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) o dalla Food and Drug Administration (FDA).

Il controllo della qualità e la standardizzazione sono molto importanti. L’uso di materiali e metodi non conformi agli standard per la produzione di farmaci a base di CBD, ad esempio, comporta un rischio di variazione del prodotto da lotto a lotto e di contaminazione dei farmaci (ovvero la tossicità) [25] [26] [27] [28] [29]. I prodotti di buona qualità sono prodotti da aziende farmaceutiche o da una farmacia di compounding. Il processo di produzione assicura una resistenza e una purezza costante, nonché il monitoraggio delle operazioni di produzione. I produttori non regolamentati non possono garantire ai consumatori e ai pazienti questo livello di qualità.

In sintesi, vi è un’urgente necessità di comprovare il valore clinico del CBD e di regolamentare adeguatamente la sua qualità e la sua distribuzione come potenziale medicinale.

Riferimenti

[1] Kowal, M., Hazekamp, A., Colzato, L., van Steenbergen, H., Hommel, B.. (2013). Modulation of cognitive and emotional processing by cannabidiol: the role of the anterior cingulate cortex. Frontiers in Human Neuroscience. 7

[2] Mechoulam, R., Parker, L., Gallily, R. (2002). Cannabidiol: An Overview of Some Pharmacological Aspects. The Journal of Clinical Pharmacology. 42(S1):11S-19S

[3] Ad esempio, la Nuova Zelanda attualmente consente il CBD come medicinale da prescrizione, mentre l’Australia sta attualmente considerando il CBD a basso dosaggio come farmaci solo per farmacia.

[4] Nonostante il suo uso diffuso, il CBD rimane un farmaco controllato. La Convenzione Unica delle Nazioni Unite del 1961 elenca la cannabis e i preparati nella Tabella I (estratti e tinture) e IV (cannabis e resina). Dato che il CBD è derivato dalla cannabis, è un farmaco controllato.

[5]  Cannabidiol critical review report. WHO Expert Committee on Drug dependence. Organizzazione mondiale della sanità (WHO), Geneva; giugno 2018

[6] Marijuana stops child’s severe seizures

[7] Charlotte’s Web CBD products: 2020 review

[8] Charlotte’s Web

[9] Epilepsy patients flock to Colorado after medical pot gives them hope

[10] Medicinal cannabis: Victorian families hopeful as state grows crop to treat children with severe epilepsy

[11] FDA approves first drug comprised of an active ingredient derived from marijuana to treat rare, severe forms of epilepsy, Food and Drug Administration degli Stati Uniti (FDA)

[12] Dance, a. (2019).  As CBD skyrockets in popularity, scientists scramble to understand how it’s metabolized. Nature magazine, 14 novembre, 2019

[13] Hazekamp, A. (2018). The trouble with CBD oil. Med Cannabis Cannabinoids;1:65–72

[14] Romano, L & Hazekamp A. (2013). Cannabis Oil: chemical evaluation of an upcoming cannabis-based medicine. Cannabinoids;1(1):1-11

[15] Freeman, T., et al. (2019). Medicinal use of cannabis based products and cannabinoids. BMJ 2019;365:l1141

[16] What Constellation Brands’ massive investment in Canopy Growth Corp. means for both companies

[17] Aggiornamenti dei consumatori della FDA. What you need to know (and what we’re working to find out) About Products Containing Cannabis or Cannabis-derived Compounds, Including CBD

[18] Ibid

[19] Huestis, M., et al. (2019). Cannabidiol adverse effects and toxicity. Curr Neuropharmacol. 2019 ott; 17(10): 974–989

[20] Epidiolex. Highlights of prescribing information

[21] Iffland, K., & Grotenhermen, F. (2019). An update on safety and side effects of cannabidiol: A review of clinical data and relevant animal studies. Cannabis Cannabinoid Res. 2017; 2(1): 139–154.

[22] Lucus, C., et al. (2018). The pharmacokinetics and the pharmacodynamics of cannabinoids. Br J Clin Pharmacol (2018) 84 2477–2482 2477

[23] Ibid

[24] Chesak, J., (2019). Reading a CBD label: How to find a quality product

[25] Hazekamp, A. An evaluation of the quality of medicinal grade cannabis in the Netherlands. Cannabinoids 2006;1(1):1-9

Rispetto alla cannabis farmaceutica, è stato riscontrato che la cannabis non farmaceutica contiene meno cannabinoidi, è contaminata da batteri e funghi e spesso contiene pesticidi, fungicidi o metalli pesanti.

[26] Bettiol et al. (2019). Galenic preparations of therapeutic Cannabis sativa differ in cannabinoids concentration: A quantitative analysis of variability and possible clinical implications. Front. Pharmacol., 17 gennaio 2019 |

[27] Calvi, L., et al. (2018). Comprehensive quality evaluation of medical Cannabis sativa L. inflorescence and macerated oils based on HS-SPME coupled to GC-MS and LC-HRMS (q-exactive orbitrap®) approach. J Pharm Biomed Anal. 20 feb 2018;150:208-219

[28] Hazekamp, A. (2018). The trouble with CBD oil. Med Cannabis Cannabinoids;1:65–72

[29] Romano, L & Hazekamp A. (2013). Cannabis Oil: chemical evaluation of an upcoming cannabis-based medicine. Cannabinoids;1(1):1-11

Studio: L’olio di cannabis medicinale permette di ridurre gli attacchi di emicrania

L’olio di cannabis medicinale, basato sulle materie prime Bediol e Bedica, può esercitare un effetto positivo su intensità e frequenza degli attacchi di emicrania. Questo è dimostrato da uno studio retrospettivo trasversale, in cui i pazienti hanno compilato un questionario sulle loro esperienze con l’uso dell’olio di cannabis. I pazienti sono stati contattati dalla Farmacia Transvaal dell’Aia. Secondo i ricercatori, da un punto di vista farmacologico l’olio di cannabis medicinale potrebbe fungere da possibile alternativa per l’emicrania.

Maggiore diminuzione dell’emicrania

L’olio di Bediol è stato il medicinale più prescritto ai pazienti partecipanti e ha permesso di ottenere la maggiore diminuzione del numero e dell’intensità degli attacchi di emicrania al mese. Anche l’olio di Bedica ha mostrato una diminuzione significativa del numero e dell’intensità degli attacchi di emicrania. L’olio di cannabis Bedrocan non sembra esercitare alcun effetto sulla frequenza e sull’intensità degli attacchi di emicrania.

L’olio di cannabis medicinale viene somministrato per via sublinguale.  Il fiore di Cannabis medicinale in versione essiccata viene utilizzata in forma evaporata e commestibile.

Emicrania e menopausa

L’età media dei pazienti partecipanti allo studio era di 54 anni. Di questi circa l’80% erano donne e la maggior parte erano in età da menopausa. Secondo i ricercatori, il fattore della menopausa potrebbe aver ricoperto un ruolo importante nei risultati positivi riscontrati tra le donne. Infatti, gli studi dimostrano che la maggior parte delle donne che soffrono di emicrania riscontrano un miglioramento dopo la menopausa. Tuttavia, altri studi mostrano che l’emicrania nelle donne dopo la menopausa peggiora. Pertanto, secondo i ricercatori, non si può affermare con certezza che la menopausa abbia svolto un effetto positivo sui risultati nelle donne.

Effetti collaterali

Il questionario contemplava anche informazioni su cinque effetti collaterali espliciti, ovvero nausea, sonnolenza, nervosismo, incubi e perdita di memoria. Utilizzando l’olio di cannabis medicinale sono stati segnalati principalmente la nausea e la sonnolenza come effetti collaterali.

È stato riscontrato un numero maggiore di pazienti con una diminuzione della nausea rispetto a quelli che hanno presentato un aumento della stessa. Secondo i ricercatori questo può essere considerato un effetto terapeutico anziché un effetto collaterale. Tale diminuzione è dovuta principalmente all’utilizzo dell’olio di Bedica. Secondo questo studio, l’olio di Bedica potrebbe essere raccomandato ai pazienti che soffrono di nausea durante un attacco di emicrania.

Per confermare i risultati di questo studio e per includere l’olio di cannabis medicinale nelle attuali linee guida di trattamento dell’emicrania, i ricercatori sostengono che sono auspicabili studi clinici randomizzati e controllati con una popolazione di studio più ampia.

Cannabis studies and Bedrocan products

In many scientific cannabis studies Bedrocan products have been used. Initially, research focused on a better understanding of the pharmacology of cannabis and its components. However, many research involving human subjects also investigated the psychopharmacological effects of Bedrocan products. While more recent research has aimed at exploring the clinical applications of cannabis in patients.

When possible, Bedrocan supports independent research, and we are open for collaboration with academic and medical institutions, such as the Leiden University Medical Center (LUMC).

We believe that supporting scientific research contributes to our mission to bridge the gap between patients’ needs and the regulatory demands of modern medicine.

List of cannabis studies

Please check the updated list for an overview of published researches with the use of Bedrocan cannabis products.

Marie Arena, a strong voice bringing the topic of medicinal cannabis into European politics

Bedrocan has always been a strong advocate for internationally harmonised regulations on medicinal cannabis. A woman with the same cause is a Belgian Member of the European Parliament (MEP) Marie Arena (PS). Last December, she organised a large event in the European Parliament in Brussels named ‘Cannabis Renaissance.’ She chose this name on purpose to represent the revival of the cannabis plant: ‘The cannabis plant is part of a long history that is currently revived across Europe, in traditional and medicinal use and scientific research.’

Bedrocan spoke with Marie Arena and asked her what her plans are for medicinal cannabis in Europe.

As a MEP, you have been quite active on the topic of medicinal cannabis. Why?

This will obviously be a lengthy process, but our goal is to have a new EU legal framework on the use of cannabinoids in medicinal products and the marketing of these products to ensure access of patients to these products.

An even further step would also be to make progress on the legislation of CBD beyond medicinal uses but this is not our main goal yet.

Marie Arena
Marie Arena

You promote a clear distinction between medicinal cannabis and cannabis for recreational purposes. Why do you think that separation is important?

I think this clear distinction is important for two reasons. First, there is still a strong misconception and taboo when talking about cannabis. Many people still see cannabis in the illegal drug context and not for its medicinal properties. So I think separating the two is a way to reassure these people and to include them in the dialogue around this topic.

The second reason this is important is from a legal point of view. There is already a European framework that enables Member states to develop medicinal cannabis programs. So the base is already here for us to build upon and go further. When it comes to recreational purposes, this is a much more sensitive topic that lies with the Member states. And this also serves the first aspect I was talking about regarding the taboo around cannabis. The strong legal framework around the use of cannabis for medicinal purposes will help reassure and talk to people that have understandable concerns about this.

Marie Arena

Marie Arena, born and raised in Belgium, comes from an Italian migrant family. Her father worked in the Belgium mines and the glass and steel industry. From this background, Arena got her commitment to work hard for a fairer society in which citizens are protected and their rights respected.

After her studies in economic sciences, she held various jobs, eventually becoming a Minister for employment and training in Wallonia’s government.

Since then, she served both as a federal minister in the Verhofstadt II government and the prime minister of the Cabinet of the French Community in Belgium. Arena was first elected in the European Parliament in 2014, and since then, she has worked tirelessly to promote her values and ideals, among which are the public interest and her commitment to a social, transparent, and united Europe. Besides she is advocating for European harmonisation in medicinal cannabis legislation she is also a member of a new special commission on cancer.

 

Many countries have their own system for getting medicinal cannabis to patients. Do you believe European harmonisation in legislation is necessary?

This is true that several countries already have medicinal cannabis programs, but the lack of harmonisation at the European level is detrimental to patients first. If we want to make the European framework on medicinal cannabis evolve, our main focus must be patients’ access to their medicine. We know that even in countries with such programs, patients often have difficulties to have access to these treatments. There is also the issue of cross-border healthcare. Directive 2011/24, which sets the right of patients when traveling in another Member states to receive healthcare. We must make sure that patients’ rights are ensured and that they can  have access to their medication across all of the EU.

 As of now, the products patients can find from one country to another can have different properties due to the differences in THC and CBD concentration from one Member States to another. This is another reason for which we need a harmonised legislation.

Do you think harmonisation is possible?

I do believe that we can achieve at least some level of harmonisation. More and more countries are launching their own medicinal cannabis program, such as France which just launched a very ambitious experimentation program. So I believe there is a momentum that can make things move in the right direction.

There is also the vote, that has unfortunately been postponed, of the United Nations’ Commission on Narcotic Drugs (CND) on six recommendations following a critical review of cannabis-related substances. If these substances are taken out of the list of Narcotic drugs and this is supported by a number of EU member states, this would be an important political message for us to go further.

What steps will you be taking next to achieve your goals?

We are in the process of contacting interested Members of European Parliament to create a working group in the parliament on the topic. We really want to be a cross-party committee. This working group will work as a forum to discuss and have exchanges with all the relevant stakeholders, experts, NGOs, patients association, and the European Commission.

From all this consultation, we will try to work on a common position we could defend in the Parliament.

If it all goes to plan, a further step, maybe for the second semester 2020, would be to have an initiative report on the topic at the Environment and Health Committee. This will be important in order to have a strong position on the topic and to get the Commission involved.

The risks of vaping cannabis

A year ago, there was a lot of talk about the risks of vaping cannabis (THC containing liquids) – media reporting ‘vaping-related lung illnesses’ across America. Vaping was mistaken for vaporization, a medical device for administering cannabis flos, [1] and was considered dangerous. In our 2019 article, we discussed the risks of using ‘vape-pens’, [2] their diluents or carrier agents, [3] [4] and the accompanying socially intrusive vapour clouds. None of which are a feature of the medicinal use of cannabis flos by vaporization. [5]

So, what has happened since then?

The vaping saga

To recap. Vaping works by heating a liquid (i.e. cannabinoids and diluents) to produce an aerosol that is inhaled into the lungs. [6] In 2019, a surge of people with vaping associated pulmonary injury, some cases fatal, had many scratching their heads looking for answers.

The serious incidents in the United States of ‘E-cigarette, or Vaping, product use-Associated Lung Injury’ (EVALI) were investigated by the US Centres for Disease Control and Prevention (CDC), Food and Drug Administration (FDA) and clinical partners. [7]  Their investigations continue into 2020.

Informal sources

The CDC goes on to state that, “informal sources are linked to most EVALI cases and play a major role in the outbreak”. Indeed, the link to Informal sources, likely illegal and counterfeit products, produced and distributed without regulatory oversight, is substantiated by a report by Anresco Laboratories (California, USA). Anresco tested legal and illegal samples in the state. They discovered no evidence of vitamin E acetate adulteration in the regulated-market products, and a high degree of vitamin E acetate contamination in illicit market samples. [9]

Toxic by-products

In response to the EVALI incident, the ASTM D-37 subcommittee, a cannabis industry standards-setting organisation, discussed vaping concentrates (February 2020, Atlanta, GA, USA). The dialogue included that diluents used in formulating liquids for vaping should be exposed to high temperatures and screened for toxic by-products. This would help assure that no harmful constituents are incorporated into regulated cannabis vape products, now and into the future.

Clearly, industry engagement, robust regulatory processes, and active enforcement remain the backstop to challenge illegal activity in any market.

Various risks of vaping cannabis

Nonetheless, while the legal cannabis market appears sound, there remain various risks of vaping cannabis. There is money made in illegal sales. Counterfeit vape materials and packaging have entered the legal market, at least in California (USA). [10] [11] The unregulated cannabis flower used to produce concentrates is often found to contain higher levels of pesticides, heavy metals, and other contaminants.[12] And, importantly, the process of producing cannabinoid concentrates will logically lead to exposing consumers to higher concentrations of a wide range of toxins.

Given the pace of development in regulated markets, we may see a sizable proportion of consumers continue to source products from unregulated sources. At least in the short term. This is evident even in Canada, a nationally regulated market, where not everyone obtains their cannabis from legal, quality-assured sources. [13] In this frame, harm caused by the consumption of unregulated products will continue and so will the risks of vaping cannabis.

So, the issue of vaping associated pulmonary injury is by no means resolved. The black market appears to be at fault. Meanwhile, the various regulators remain vigilant. And, the industry appears resolute in upholding obligatory quality standards. 

References

[1] Fully-standardised, pharmaceutical-quality cannabis flos is the whole, dried flowers/inflorescence of the cannabis plant, which is genetically and chemically standardised according to pharmaceutical standards. It is free of contaminants such as microbial contaminants (molds, fungi, and bacteria) pesticides (residues), aflatoxins, impurities and heavy metals.

[2] Douglas, H., Hall, W., Gartner, C. (2015). E-cigarettes and the law in Australia. Australian Family Physician. 44 (6): 415-418.

Jensen, P., Luo, W., Pankow, J., Strongin, R., Peyton, D. Hidden formaldehyde in e-cigarette aerosols. New England Journal of Medicine. 372 (4): 392-393.

Editorial and Review (2019). E-Cigarettes and vaping-related disease. New England Journal of Medicine.

[3] A variety of diluents, which act as carrier agents, have been used in vape pens, including Polypropylene Glycol (PPG), Propylene Glycol (PG), Polyethylene Glycol (PEG), Vegetable Glycerin (VG), and Ethylene Glycol (EG).

Given the associated health risks with the consumption of the above-noted diluents, vaporizer cartridge producers seem to be moving towards using terpenes, or alternative extraction methods which produce a less viscous cannabis concentrate, eliminating the need for diluents altogether.

[4] Troutt, W., and DiDonato, M. (2017). Carbonyl compounds produced by vaporizing cannabis oil thinning agents. J Altern Complement Med. 2017 Nov;23(11):879-884.

[5] Eisenberg, E., Ogintz, M., Almog, S. (2014). The pharmacokinetics, efficacy, safety, and ease of use of a novel portable metered-dose cannabis inhaler in patients with chronic neuropathic pain: A Phase 1a study. Journal of Pain & Palliative Care Pharmacotherapy. 28:216–225.

Hazekamp, A., Ruhaak, R., Zuurman, L., van Gerven, J., Verpoorte, R. (2006). Evaluation of a vaporizing device (Volcano) for the pulmonary administration of tetrahydrocannabinol. Journal of Pharmaceutical Sciences. 95(6):1308-17.

[6] A vape pen (an atomiser vaporiser) is a device typically containing an electronic heating system and a cartridge (containing a cannabis-based liquid (i.e. decarboxylated cannabinoids and excipients (a diluent or carrier agent)). The liquid is heated, creating an aerosol vapour which is inhaled via a mouthpiece.

[7] CDC update (25 February 2020). ‘Outbreak of Lung Injury Associated with the Use of E-Cigarette, or Vaping, Products

[8] Blount, B., Karwowski, M., Shields, P., et al. (2020). Vitamin E acetate in bronchoalveolar-lavage fluid associated with EVALI. N Engl J Med 2020; 382:697-705.

[9] Eisenberg, Z., Moy, D., Lam, V., Cheng, C., Richard, J., Burack, B. (26 October 2019). Contaminant analysis of illicit vs regulated market extracts. Anresco Laboratories.

[10] Queally, J. (2019). Counterfeit cannabis products stoke black market for California weed. Los Angeles Times; 26 August, 2019.

[11] Eisenberg, Z., Moy, D., Lam, V., Cheng, C., Richard, J., Burack, B. (26 October 2019). Contaminant Analysis Of Illicit Vs Regulated Market Extracts; Anresco Laboratories.

[12] Dryburgh, L., Bolan, N., Grof, C., Galettis, P., Schneider, J., Lucas, C., Martin, J. (2018). Cannabis contaminants: sources, distribution, human toxicity and pharmacologic effects. Br J Clin Pharmacol. 2018 Nov; 84(11): 2468–2476.

[13] Health Canada (2019). The Canadian Cannabis Survey 2019

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