Dosaggio della cannabis

Il dosaggio della cannabis non è così facile da determinare. Esso varia da paziente a paziente. Come con altri farmaci, i singoli pazienti rispondono in modo diverso alla cannabis a uso medicinale. La loro risposta dipende dal prodotto a base di cannabis utilizzato e dalla patologia trattata. Anche la durata del trattamento, la somministrazione e le predisposizioni genetiche costituiscono fattori importanti.

È importante che il dosaggio sia titolato (aumentato) lentamente indipendentemente dal prodotto utilizzato. È importante trovare la giusta dose per ogni singolo paziente affinché possa trarre pieno beneficio dalla cannabis a uso medicinale. La maggior parte degli effetti collaterali indesiderati della cannabis a uso medicinale possono essere evitati seguendo alcune semplici linee guida:

  • Dose ridotta– è consigliabile assumere varie dosi ridotte in una giornata per giungere al risultato mirato anziché sperimentare l’assunzione di una sola dose elevata.
  • Pazienza– la cannabis può esercitare un effetto diverso su ogni paziente. È necessario attendere che l’effetto (se presente) si manifesti. È consigliabile somministrare la stessa dose (ridotta) per diversi giorni e monitorare gli eventuali effetti che possono verificarsi.
  • Aumentare la dose lentamente– dopo qualche giorno il paziente può aumentare la dose ma ciò deve avvenire lentamente. Lasciare trascorrere qualche giorno dopo ogni aumento per monitorare i progressi.

In circa 1-2 settimane il paziente dovrebbe essere in grado di trovare la propria dose personalizzata che permette di ottenere i maggiori effetti medicinali con i minori effetti collaterali.

Dosaggio e sovradosaggio della cannabis

Il sovradosaggio può solitamente essere evitato preparando un protocollo di trattamento. Quando si usano dosi troppo elevate di THC il paziente può essere intossicato. Tale intossicazione si manifesta spesso sotto forma di leggera euforia o come sedazione e sonnolenza. Con il trascorrere del tempo questo si trasforma in un senso di appagamento e di rilassamento. Alcuni soggetti possono soffrire di un lieve deterioramento della memoria a breve termine e di un aumento della frequenza cardiaca. Altri effetti sono costituiti da un riso incontrollato e cambiamenti nella consapevolezza dell’ambiente circostante (colori, suoni).

In alcuni casi, il sovradosaggio può manifestarsi come una distorsione della realtà, una leggera ansia, cambiamenti nella frequenza cardiaca e nella pressione sanguigna. In questi casi, il più delle volte è sufficiente che i pazienti si siedano o si sdraino in un luogo tranquillo e confortevole, preferibilmente in compagnia di conoscenti con cui parlare.

Un sovradosaggio con dosi molto elevate può provocare uno stato psicotico o altre condizioni psichiatriche, in particolare in soggetti che presentano una vulnerabilità genetica preesistente.

Evitare lo stato di alterazione

Alcuni pazienti sperimentano uno stato di alterazione indesiderato. Questo può essere solitamente evitato assumendo dosi più ridotte o somministrando la dose lentamente per un periodo più lungo. La possibilità di riscontrare questi effetti è maggiore nei casi in cui la cannabis a uso medicinale viene somministrata per via orale, poiché l’apparato digerente rilascia metaboliti di THC. Queste sostanze chimiche svolgono un’azione ancora più psicoattiva del THC stesso. Questo è uno dei motivi per cui la somministrazione per via orale della cannabis porta facilmente a problemi di sovradosaggio.

Quando si assume la cannabis sotto forma di tè (una sostanza liquida, come tale più facile da digerire), questi effetti collaterali si verificano meno frequentemente. Ai pazienti soggetti a psicosi si consiglia di assumere la cannabis Bediol®, poiché è stato dimostrato che il CBD è in grado di sopprimere gli effetti psicoattivi del THC.

Si veda anche la sezione Effetti collaterali e rischi.

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